29 Luglio 2021
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Il primo incontro nel mese di febbraio 2020

Si è concluso il cammino formativo dei catechisti "sulla via della Bellezza"

10-12-2020 11:56 - VITA PARROCCHIALE
Domenica 6 dicembre si sono conclusi gli incontri di formazione per catechisti organizzati nella nostra parrocchia e tenuti da don Michele Giulio Masciarelli.
Inizialmente il corso è stato rivolto ai catechisti di alcune parrocchie di Francavilla al Mare (Santa Maria Maggiore e Sant’Alfonso), con la partecipazione di altre Comunità amiche (Torrevecchia, Miglianico, Guardiagrele e Santi XII Apostoli di Chieti Scalo). Poi, gli incontri, interrotti nel marzo scorso a causa della pandemia ancora in atto, sono stati ripresi a novembre con la sola partecipazione dei catechisti della parrocchia di Santa Maria Maggiore di Francavilla al Mare.
Nei primi due incontri, tenuti nel mese di febbraio, è stato introdotto il tema dal titolo La catechesi. Educare alla bellezza cristiana. L’educazione tutta, e in particolar modo l’iniziazione cristiana, passano infatti sulla via pulchritudinis.
Il file rouge è stato il tema della bellezza, trattato da diverse angolazioni, e i termini didattica ed educazione sono stati i punti focali che don Michele ha declinato a lungo.
Nei primi due incontri è stato dato ampio spazio al tema della promozione di un vasto ritorno alla bellezza, e all’educazione ad essa nelle tre direzioni dell’opera pedagogica (bellezza vera, bellezza del cuore e bellezza dell’integralità).


L'ultimo incontro del corso formativo

Negli appuntamenti successivi al lockdown il Parroco ha ripreso il discorso, dapprima spiegando cosa non è bellezza, passando, poi, ad illustrare la bellezza della vita cristiana, la bellezza del Padre, la bellezza mediata dai sensi, e la didattica della bellezza. Interessante è stato quello che don Michele ha chiamato il “disincontro col brutto” ossia, la sproporzione delle forme, l’assenza della distanza (il colpo d’occhio nell’ammirare la grandiosità della Cappella Sistina è stato un esempio spesso ripetuto da don Michele) la frattura di ciò che deve restare unito (viaggio e meta, morale privata e morale pubblica, ecc.); anche il kitsch, l’assenza di gusto estetico, la divisione, la mediocrità sono anch’esse sinonimi di disarmonia. La rottura del tripode Buono-Bello-Vero è anche segno di “bruttezza”. Ma allora cosa è la bellezza? Essa, come si esprime don Michele, è armonia, unità e creatività. Quando la bellezza è presente investe tutta la vita cristiana. Come figli di Dio, anche noi, abbiamo il dovere di tendere alla perfezione perché siamo stati creati a sua immagine e somiglianza, e per mezzo del Battesimo siamo stati incorporati a Cristo, il Pastore Bello e Buono.
Come insegnare allora la Bellezza? Citando don Milani, il Parroco, ha ribadito il concetto di “I Care”: mi ri-guarda. Oggi vediamo attraverso lo specchio della nostra umanità, alla fine dei tempi saremo inondati dallo splendore della visione beatifica del Signore. Anche adesso, però, possiamo esercitare i nostri occhi a guardare il volto degli altri, coinvolgendoli emotivamente e immedesimandoci in essi, tenendo sempre presente la preziosità della distanza che ci fa ammirare la totalità della bellezza dell’altro.

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