26 Novembre 2020
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L'Immacolata, icona e maestra di bellezza: la cronaca dell'incontro in preparazione alla festa

06-12-2018 21:16 - VITA PARROCCHIALE
Mercoledì 5 dicembre, alla vigilia della solennità dell’Immacolata Concezione, nella cappella feriale della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, il parroco don Michele Giulio Masciarelli, ha tenuto la prima Panca Teologica dal tema: L’Immacolata, icona e maestra di bellezza.
All’incontro sono stati invitati tutti i collaboratori dei vari gruppi che operano a servizio della Comunità.
Don Michele ha esordito dicendo che il tema dell’Immacolata ci deve stare a cuore come quello dell’Assunzione: insieme, infatti, sono i due dogmi moderni che hanno come fulcro la figura di Maria. Ella nasce immacolata, senza peccato, nasce in modo “speciale”, e ha usato l’immagine di una diga che ha bloccato per lei il fiume nero del peccato. Il Signore l’ha voluta “immacolata”, ma è stato il suo "Sì" nel momento dell’Annunciazione che ha reso possibile la storia della Salvezza. E, infatti, Maria è definita anche “Socia Salvatoris”.
Il parroco ha proseguito dicendo che la figura di Maria è centrale: non esiste, infatti, una nascita senza una madre, è impossibile. E Gesù, il Messia è nato proprio dal suo seno; da qui è possibile definire il Natale una festa mariana e trinitaria. La Vergine è, quindi, essenziale per il Cristianesimo.
Mons. Masciarelli ha poi specificato che Maria ha una bellezza attrattiva che contagia, dunque è esempio di Pastorale e di Missione. Il discorso è proseguito con i luoghi di Maria. Ella è nata a Betsaida, che è, quindi, il luogo dell'Immacolata Concezione; è vissuta a Nazareth, dove ha pronunciato il suo primo “Sì”, ripetuto, poi, sotto la croce dove ha assistito alla morte del Figlio. Ha sofferto in silenzio, non ha seguito la logica umana della contestazione, ma ha accettato tutto da vera credente. È passata per Betlemme, dove è diventata la Madre del Messia, ed è tornata a Nazareth, dove ha vissuto la bellezza del discepolato: lei discepola del Figlio. Paolo VI la definisce, a tal proposito, la discepola perfetta. E, infine, con il Figlio sale a Gerusalemme, dove assiste alla sua morte, anzi lo aiuta a morire da Messia. In questi suoi viaggi Maria vive la bellezza del pellegrinaggio giubilare.
Don Michele ha tenuto a sottolineare che Gesù muore dinanzi a tre popoli rappresentati dalla Madre: Israele Santa Radice, la Famiglia di Adamo e la Chiesa nascente. Infine ha spiegato la bellezza speciale del Figlio e della Madre: cioè come l'amore riesca a trasformare in bellezza la sofferenza di una madre e il volto sfigurato del Figlio.
Al termine dell’incontro teologico ha indicato l’ultimo viaggio di Maria, quello dell’Assunzione, un viaggio verso l’alto, dove è stata attratta dal Cielo, il luogo della bellezza totale. Infine don Michele ha posto un quesito: perché Maria è bella? È bella perché somiglia a Cristo, è bella perché è innamorata di Dio.

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