02 Dicembre 2020
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I carabinieri riconsegnano lo spadino della Madonna Addolorata

14-01-2019 08:58 - VITA PARROCCHIALE
Trafugato dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a maggio e recuperato a Rimini, il cimelio è tornato nelle mani del parroco Masciarelli e dell’arcivescovo Forte.

È stato riconsegnato a Chieti, nel Seminario Regionale Pio X, lo Spadino sottratto alla statua della Madonna della chiesa di Santa Maria Maggiore a Francavilla.
Il furto del cimelio in argento, risalente al 1700, era avvenuto durante lo scorso mese di maggio ad opera di due soggetti dediti alla sottrazione di opere d'arte. A ritrovarlo, ancor prima che qualcuno si accorgesse della sparizione, erano stati i carabinieri della compagnia di Ancona, bravi a rinvenirlo all’interno di un compro oro di Rimini, anche se in condizioni precarie, dettate probabilmente da un primo tentativo di distruzione e scioglimento dello stesso, che se andato a buon fine avrebbe decretato la chiusura della vicenda. L’intervento tempestivo invece è stato utilissimo per salvare l'oggetto sacro, tanto che appena informati, i colleghi della stazione di Francavilla non hanno potuto far altro che confermare il furto previa indagine svolta all’interno della parrocchia di San Franco. Alla cerimonia di riconsegna era presente l’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte: «Il recupero di questo bene significa restituire a tutta la comunità di Francavilla una parte della sua un’identità», ha detto davanti ad una folta platea, intervenuta nel corso del convegno sulla tutela dei beni culturali ecclesiastici che ha fatto da cornice alla riconsegna. «Lo Spadino rappresenta la parola di Dio e la sua restituzione significa nuova speranza per il futuro».
Accanto a lui il tenente colonnello Carmelo Grasso, responsabile del nucleo per la tutela dei beni culturali di Ancona: «Oltre alla legittima soddisfazione, tengo a sottolineare che il rinvenimento dell’oggetto è avvenuto ancor prima che qualcuno si potesse accorgere della sottrazione». Parole di apprezzamento sono arrivante anche dal comandante della legione carabinieri Abruzzo e Molise Carlo Cerrina: «Anche quest’operazione dimostra la costante attività dell’Arma a tutela dei beni culturali. Qualcosa di simile è avvenuto pochi mesi fa a L’Aquila. Il mio invito è quello di segnalare sul sito dei carabinieri, riempendo apposite schede, tutti quelli che sono i beni in circolazione, in modo da poter avere una banca dati sempre aggiornata. A volte, grazie al nostro archivio, riusciamo a recuperare oggetti trafugati anche decine di anni fa». Vicino a loro il parroco di Santa Maria Maggiore Michele Masciarelli, insediatosi nella parrocchia due mesi dopo il furto, vale a dire a metà luglio: «La nostra comunità è molto affezionata ai suoi beni ed è felicissima di riabbracciare lo Spadino della Madonna». Al termine della cerimonia, il comandante della stazione dei carabinieri di Francavilla Antonio Solimini, insieme al maggiore del comando di Chieti Massimo Capobianco, ha riconsegnato proprio nelle mani del parroco lo Spadino d’oro che adesso tornerà in chiesa, tra le mani della Madonna.

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